::La Serpara::
Civitella d'Agliano - Viterbo
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Il luogo è suggestivo, intatto: il fondovalle che si perde in lontananza, le spallette di bosco ai lati, il torrente con acqua ancora limpida che scorre tra i massi e la vegetazione ripariale. Amato, abitato e curato costituisce l'intero microcosmo di uno scultore: sono stati recuperati i muri a secco, i vasconi dell'acqua, la legnaia, il laboratorio-officina dell'artista (che ospita l'inverno una grande pianta di limone), il casale, gli
annessi rurali, ognuno con una sua funzione vitale, come il piccolo studio aperto sulla vallata. Ha mantenuto la sua identità, giardino-parco-paesaggio, dove convivono l'ambiente naturale e l'esplicito
intervento dell'uomo e dell'artista, dove l'accoglienza di Paul e di Jacqueline trasmettono dignità e calma alle cose.
Le sculture con fuoco di Wiedrner accolgono il visitatore; grovigli di ferro dove crepitano le fiamme, sculture ferrigne, che si stagliano sullo sfondo della fitta vegetazione e del cielo, evocando altre esplosioni in questa terra di vulcani,
sculture architettoniche come il Tempio di Ferro, animate dal fuoco guizzante, appoggiate sulla dolce luce del prato. Il percorso lungo il torrente è disegnato dal taglio basso dell'erba nel campo di erba alta, ondeggiante.
Sul versante dove la sapienza antica aveva costruito i casa, un verdeggiante bambuseto delimitato da una siepe di
bosso squadrata, rimanda all'idea di giardino che dialoga con l'opera artistica, ad un nuovo Giardino come opera d'arte. Un grande schermo d'acciaio ricurvo, tra i massi e l'intrico della vegetazione, riflette altre sculture, altre piante, altro cielo,
suscitando profonde emozioni:...uomo e natura si specchiano e ritrovano lo stesso linguaggio.
Testo e foto Sofia Varoli.

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