::Una balaustra in giardino::
Novara
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Negli anni ’70 la bella casa di campagna, non lontana dal lago Maggiore appariva per la prima volta a C., londinese doc, come un luogo tipicamente “italiano”. La balaustra che delimitava la stanza all’aperto dal resto del giardino, già quasi campagna, la disposizione a terrazze, la limonaia a fianco della casa le apparivano come elementi tipici del luogo, mentre non vi era pianta, arbusto o fiore che vagamente ricordassero i giardini della sua terra. Non certo la grande magnolia o il vecchio fico che dominavano il giardino semiabbandonato con la loro presenza antica. E neppure il clima assolutamente diverso, nè i tanti vivaisti privi di fantasia e curiosità. Eppure, per aver visto i propri genitori passare ogni week-end a lavorare nel minuscolo giardino londinese, Claire con il marito è riuscita con tenacia a scegliere e collocare al posto giusto le prime piante: il glicine, il malus, il viburnum tomentosum e la camelia “Camilla Maggi”, ancora oggi “spina dorsale” di questo giardino. Oggi il giardino ha acquisito l' aspetto quieto e definitivo a cui solo un grande amore e grandi cure possono far pervenire, anche se in parte si è venuti a patti con le reali difficoltà , non ultima la pendolarità con Milano. Sono stati anche evidenziati alcuni segni che hanno reso più leggibili i caratteri del preesistente giardino all’italiana: la fila di limoni in vaso alternata con i lauri, le bordure evidenziate di beola , la nuova siepe di tasso. Tra le essenze comprate nei vari mercati, superati gli estivi calori e le gelate invernali, spiccano l'Hydrangea petiolaris che fa da cornice all’entrata, l’Anemone japonica “Honorine Jobert”, la rosa ”Albertine”, la Fothergilla major, la Clematis “Comptesse de Bouchard….
Un giardino sospeso tra il passato e l'oggi. Un contesto dove la sensazione del tempo che trascorre si fa sentire in modo naturale ed essenziale, e dove questa essenzialità è fatta di assonanze antiche, di semplicità tanto rustica quanto al tempo stesso sapiente e sofisticata. Un divenire lasciato intatto. La semplicità spesso nasce dalla verità e la verità non porta stonature ed orpelli, proprio come bastano una seduta, un cuscino ed un prato per comporre un giardino. Il tempo resta sospeso nell'aria, nelle cose logorate ed amate, nel loro essere e non voler essere.
C. è stata molto brava ad interpretare, capire e rispettare questa atmosfera, a mantenere intatta la "dignità" del luogo e, se mai, ad addolcirla con quanto culturalmente le appartiene nel cuore e le deriva dalla suo modo inglese di amare e curare il giardino, facendone un luogo veramente speciale.
testo e foto GR e IT

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