::Il limite è il cielo::
Roma - Valleranello
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Ho incontrato Maresa giorni orsono. Era il mese di gennaio e l'ho vista come sempre indaffarata e attiva, attenta a potare le sue rose: un groviglio indistricabile di rami spogli e pungenti, con tanti piccoli occhi rossi e rigonfi, segno della vita sopita per la primavera futura. Eppure quello che mi ha questa volta attratto era una volta tanto diverso dalle rose: un giardino affascinante e ricco, un tripudio di bacche e piccole gemme quasi pronte, alcune già schiuse, grazie a qualche raggio di sole vagabondo e solitario. Era la magnolia stellata a protendere i suoi primi fiori verso il cielo, quasi madreperlacea , mentre le bacche di un grande malus Red Sentinel tingevano di rosso il giardino. Più indietro, in un sapiente gioco prospettico, potevo scorgere i piccoli frutti della Melia azedarach, l' albero dei rosari, chiamato così non a caso per tutte le sue innumerevoli palline raccolte in grandi grappoli. Ho scoperto gli splendidi merletti formati dalle nervature nei petali delle hydrangea; i rigori invernali hanno piano piano consunto tutta la parte che riempie il petalo, lasciandone a vista la sola struttura, per di più resa sottile dall'usura, così fragile da risultare quasi morbida. E poi le corteccie: il tronco della betula alba si stava sfaldando, cambiava pelle, mostrando tonalità soffuse di rosa e di salmone, con la consistenza di una pergamena lignea: riccioli e capricci di un inverno ancora non del tutto trascorso. Il giardino ora, a fine marzo, offre scorci nuovi, altre sensazioni, un nuovo spettacolo: il bianco puro delle magnolie in fiore; la magnolia stellata, la magnolia Yulan, la magnolia Wada's Memory accanto al rosa tenue della magnolia soulangeana. Poi.... tra non molto, verranno le rose, ad assaltare gli alberi ed accapparrarsi i posti più alti del giardino.....!
Testo e foto GR.
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